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News e segnalazioni dalla Biblioteca Biomedica dell'Università di Firenze

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aprile 15, 2009 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Come si fa?, Web tech Web 2.0 | | Ancora nessun commento.

Gestione farmacologica del Morbo di Parkinson: nuove linee guida da SIGN

SIGN ha pubblicato delle nuove linee guide sulla diagnosi e la gestione farmacologica del morbo di Parkinson.

Leggi le linee guida complete

Fonte: SIGN

febbraio 5, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Come si fa?, Consigli di lettura, Open Access | , | Ancora nessun commento.

Proteina Pumilio sviluppa i neuroni: ricerca anche dall’Università di Firenze

Uno studio, cui ha contribuito anche il Dipartimento di medicina interna dell’Università di Firenze, svela il compito principale della proteina Pumilio nella regolazione dello sviluppo dei neuroni, permettendo così ai neuroni di svolgere efficacemente il loro compito fondamentale, cioè ricevere e trasmettere le informazioni.

Articolo di riferimento:
John P. Vessey, Lucia Schoderboeck, Ewald Gingl, Ettore Luzi, Julia Riefler, Francesca Di Leva, Daniela Karra, Sabine Thomas, Michael A. Kiebler, Paolo Macchi, Mammalian Pumilio 2 regulates dendrite morphogenesis and synaptic function, PNAS, pubblicato online il 28 gennaio 2010
Leggi l’articolo completo (open access)

Fonte: Cybermed

 

febbraio 5, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Open Access, Periodici elettronici E-books | , | Ancora nessun commento.

Dall’AIFA un bando per la ricerca indipendente sui farmaci

L’AIFA ha pubblicato il bando 2009 per una ricerca indipendente sui farmaci relativa a due grandi aree di ricerca:
1. confronto tra strategie terapeutiche per problemi ad elevato impatto per la salute pubblica e per il Servizio sanitario nazionale;
2. approfondimento delle conoscenze sulla sicurezza dei farmaci e sulle strategie di miglioramento dell’appropriatezza delle cure;

Dal sito AIFA:
“Il Bando si rivolge a tutti i ricercatori impegnati nelle strutture pubbliche e non profit. Per poter partecipare è necessaria la presentazione di una lettera di intenti entro le ore 12.00 del 10 marzo 2010. Le lettere di intenti potranno essere presentate esclusivamente per via telematica attraverso il sito web dell’AIFA a partire dal 1 febbraio 2010. Solo coloro che saranno ammessi alla seconda fase di selezione dovranno presentare un protocollo completo di ricerca, in lingua inglese, che sarà valutato per l’ammissione al finanziamento.”
Per maggiori informazioni

Fonte: Sanità News

febbraio 4, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , | Ancora nessun commento.

Trastuzumab: via libera dalla Commissione Europea

Visti i dati confortanti dello studio di fase III ToGA, la Commissione Europea ha dato il via libera all’utilizzo del trastuzumab in associazione con la chemioterapia nei pazienti con tumore dello stomaco metastatico HER2 positivo.
I risultati dello studio hanno mostrato che il trattamento con tale farmaco può allungare notevolmente la vita dei pazienti affetti da tale patologia (16 mesi vs 11,8 per pazienti trattati con sola chemio).
Nello studio ToGA, i pazienti sono stati randomizzati a ricevere uno dei seguenti regimi in prima linea di trattamento:
• fluoropirimidina (capecitabina o 5-FU endovena) e cisplatino ogni 3 settimane per 6 cicli. La maggioranza dei pazienti ha ricevuto capecitabina e cisplatino come chemioterapia;
• trastuzumab 6mg/kg ogni 3 settimane fino alla progressione in associazione con fluoropirimidina e cisplatino per 6 cicli.
L’obiettivo primario dello studio era dimostrare la superiorità del braccio con trastuzumab rispetto a quello con sola chemioterapia sulla sopravvivenza globale.

Fonte: Sanità News

febbraio 4, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , , | Ancora nessun commento.

UBC Medical Journal: rivista medica fatta da studenti

La University of British Columbia ha presentato UBC Medical Journal, rivista medica open access scritta dagli studenti della School of medicine dell’università canadese, nata allo scopi di favorire il dialogo su temi medici tra gli studenti.

Vedi il sito

Fonte: Search Principle Blog

febbraio 1, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Open Access, Periodici elettronici E-books | | Ancora nessun commento.

Fibrillazione atriale: ablazione meglio dei farmaci

A sostenere che l’ablazione transcatetere sia meglio della terapia farmacologica contro la fibrillazione atriale è uno studio pubblicato su JAMA; un trial clinico randomizzato prospettico multicentrico cui ha partecipato anche Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) condotto su 169 pazienti.
I pazienti con fibrillazione atriale che sono stati trattati tramite ablazione effettuata con cateteri per mappaggio e ablazione a punta irrigata, hanno mostrato risultati migliori dopo un anno , in termini di sintomi e qualità della vita, rispetto a pazienti trattati con terapia farmacologica: il 66% dei pazienti curati mediante ablazione trans-catetere non ha presentato alcuna fibrillazione atriale sintomatica documentata, rispetto al 16% del gruppo trattato con farmaci antiaritmici.

Articolo di riferimento:
David J. Wilber; Carlo Pappone; Petr Neuzil; Angelo De Paola; Frank Marchlinski; Andrea Natale; Laurent Macle; Emile G. Daoud; Hugh Calkins; Burr Hall; Vivek Reddy; Giuseppe Augello; Matthew R. Reynolds; Chandan Vinekar; Christine Y. Liu; Scott M. Berry; Donald A. Berry; for the ThermoCool AF Trial Investigators, Comparison of Antiarrhythmic Drug Therapy and Radiofrequency Catheter Ablation in Patients With Paroxysmal Atrial Fibrillation: A Randomized Controlled Trial , JAMA , 2010;303(4):333-340.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: SanitàNews

 

 

gennaio 28, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | | Ancora nessun commento.

Cartella clinica nutrizionale: nuovo rapporto dell’ISS

 Cartella clinica nutrizionale: gestione della nutrizione del paziente in ospedale e prevenzione delle infezioni ad essa correlate
Antonino Salvia, Umberto Scognamiglio, Francesca Garbagnati, Stefano Paolucci, Maria Grazia Grasso, Antonella Gaita, Lina Barba, Giulia Cairella, Paola Calcagno, Alessandro Cuccaro, Stefania Martinelli, Francesca Ortu, Angelo Rossini, Marilia Simonelli, Alessandra Valenzi, Gianfranco Donelli.
2009, 49 p. Rapporti ISTISAN 09/42

Leggi il rapporto completo

Fonte: ISS

gennaio 27, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Open Access | | Ancora nessun commento.

Come ridurre il rischio di tromboembolismo venoso in ospedale: linee guida da NICE

NICE ha pubblicato delle nuove linee guida con indicazioni su come ridurre il rischio di trombombolismo venoso in ambito ospedaliero in pazienti adulti.

Leggi le linee guida complete

Fonte: NICE

gennaio 27, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Come si fa?, Consigli di lettura, Open Access | , | Ancora nessun commento.

Test HPV DNA più efficace del Pap Test

Questi sono i risultati di uno studio condotto da ricercatori italiani del gruppo NTCC (New Technologies for Cervical Cancer Screening): il test HPV DNA, basato sulla tecnologia molecolare HC2, si è mostrato molto più efficace nella prevenzione del cancro alla cervice rispetto al Pap test.
Lo studio è stato condotto all’interno di programmi di screening, arruolando più del 70% delle donne chiamate per sottoporsi ai controlli. Nei due cicli di screening è stato rilevato un numero significativamente inferiore di casi di tumore nel gruppo di donne sottoposto a Test HPV rispetto al gruppo che ha utilizzato il Pap test.

Articolo di riferimento:
Dr Guglielmo Ronco, Paolo Giorgi-Rossi, Francesca Carozzi, Massimo Confortini, Paolo Dalla Palma, Annarosa Del Mistro, Bruno Ghiringhello, Salvatore Girlando, Anna Gillio-Tos, Laura De Marco, Carlo Naldoni, Paola Pierotti, Raffaella Rizzolo, Patrizia Schincaglia, Manuel Zorzi, Marco Zappa, Nereo Segnan, Prof Jack Cuzick, the New Technologies for Cervical Cancer screening (NTCC) Working Group, Efficacy of human papillomavirus testing for the detection of invasive cervical cancers and cervical intraepithelial neoplasia: a randomised controlled trial, Lancet oncology, published online 19 Jan. 2010
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Sanità News

gennaio 26, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | , , | Ancora nessun commento.

Nuova valvola aortica artificiale pronta per il 2011

Si chiamerà “Perceval S”  ed è già stata sperimentata su 180 pazienti; permetterà di sostituire una valvola aortica difettosa con un intervento miniinvasivo, riducendo così i tempi di intervento e di degenza.
In caso di necessità la valvola può essere collassata su se stessa in fase di impianto, per ridurne l’ingombro.
Probabile immissione in commercio: primi mesi del 2011

Fonte: Sanità news

gennaio 25, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , , | Ancora nessun commento.

FANS più efficaci del paracetamolo contro i dolori mestruali

L’aggiornamento di una revisione Cochrane ha mostrato la maggiore efficace dei farmaci anti-infiammatori non sterodei rispetto al paracetamolo contro i dolori mestruali.
La revisione confronta i dati di 73 studi effettuati in 18 diversi paesi, che coinvolgono oltre 5.000 donne in totale. Questi studi confrontano i FANS con il placebo, con altri farmaci antinfiammatori e con il paracetamolo. Tranne l’aspirina, tutti i FANS si sono dimostrati più efficaci; solo 3 dei 73 studi confrontavano i FANS con il paracetamolo, ma tutti e tre concordavano sulla maggiore efficaci degli antiinfiammatori.

Articolo di riferimento:
Marjoribanks J, Proctor M, Farquhar C, Derks RS. Nonsteroidal anti-inflammatory drugs for dysmenorrhoea. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 1. Art. No.: CD001751
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Partecipa Salute

gennaio 25, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura | , , | Ancora nessun commento.

Nuovo farmaco orale per la sclerosi multipla: speranze per la terapia

Si chiama FTY720 ed è un farmaco per via orale che ha mostrato di ridurre significativamente il rischio della progressione della disabilità in tale patologia, dimostrandosi piu’ efficace dell’interferone beta-1a e con un buon profilo di tollerabilita’.

Articoli di riferimento:
1. Carroll WM, Oral Therapy for Multiple Sclerosis — Sea Change or Incremental Step?, NEJM published online 20 Jan. 2010
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

2. Cohen JA, Barkhof F, Comi G, Hartung HP, Khatri BO, Montalban X, Pelletier J, Capra R, Gallo P, Izquierdo G, Tiel-Wilck K, de Vera A, Jin J, Stites T, Wu S, Aradhye S, Kappos L, Oral Fingolimod or Intramuscular Interferon for Relapsing Multiple Sclerosis, NEJM, published online 20 Jan. 2010
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

3. Kappos L, Radue EW, O’Connor P, Polman C, Hohlfeld R, Calabresi P, Selmaj K, Agoropoulou C, Leyk M, Zhang-Auberson L, Burtin P, A Placebo-Controlled Trial of Oral Fingolimod in Relapsing Multiple Sclerosis, NEJM, published online 20 Jan. 2010.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: ANSA

gennaio 22, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | , | Ancora nessun commento.

Rheos BAT: nuovo pace-maker per ipertesi refrattari ai farmaci

Per quel 10% di pazienti ipertesi refrattari ai farmaci è in arrivo una nuova possibilità di terapia: il Rheos baroreflex activation therapy (BAT), che si impianta sottocute nel collo con gli  elettrodi collegati alla biforcazione delle arterie carotidi per stimolare il ‘baroriflesso’, cioe’ il principale riflesso nervoso che ha il compito di frenare gli aumenti di pressione.
In Italia, scelta come primo  paese europeo per la sperimentazione, una task force composta da 20 tra i massimi esperti si è riunita per stilare i protocolli di intervento. Prima dell’estate verranno eseguiti i primi interventi in Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna; se i risultati saranno confortanti e il rapporto costo-efficacia buono, a fine anno la tecnica potrebbe essere estesa ai pazienti di altre regioni italiane.

Fonte: SanitàNews

gennaio 21, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , , | Ancora nessun commento.

Sorafenib, un aiuto contro il cancro al fegato

Ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York hanno scoperto che il sorafenib (Nexavar) può aiutare i pazienti con cancro al fegato in stadio avanzato a vivere il 44% più a lungo dei pazienti che non hanno ricevuto questo farmaco.

I pazienti che hanno ricevuto il sorafenib vivono in media 10.7 mesi in confronto ai 7.9 dei pazienti che hanno ricevuto solo un placebo. Anche il tempo di progressione del cancro si è significativamente allungato: 5.5 mesi contro 2.8.

L’incidenza degli effetti avversi è stata simile tra i due gruppi (52% con il sorafenib e 54% con il placebo); i più comuni effetti collaterali sono diarrea (11% vs 2%), reazioni cutanee su mani e piedi (8% vs 1%), affaticamento (10% vs 15%) e emorragie (6% vs 9%).

Articolo di riferimento:
J. M. Llovet and Others, Sorafenib in Advanced Hepatocellular Carcinoma, New England Journal of Medicine, 2008, vol. 359, n.4, p. 378-390

Fonte: Science Daily

Aggiornamento del 28 Luglio 2009:
Uno studio Fase II randomizzato, in doppio-cieco, controllato verso placebo, che ha valutato il trattamento orale a base di Sorafenib in combinazione con capecitabina in 229 pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER-2 negativo, ha dimostrato che il sorafenib migliora la sopravvivenza libera da progressione della malattia in pazienti colpite da tumore al seno.

Fonte: SanitàNews

Aggiornamento del 21 Gennaio 2010:
Uno studio condotto su 80 pazienti affetti da carcinoma a cellule renali metastatico ha mostrato che la sarcopenia è prevalente in tali pazienti indipendentemente dal loro peso (BMI normale o alto) e che il calo muscolare è particolarmente accentuato dall’assunzione di sorafenib.

Articolo di riferimento:
Sami Antoun, Laura Birdsell, Michael B. Sawyer, Peter Venner, Bernard Escudier and Vickie E. Baracos, Association of skeletal muscle wasting with treatment with sorafenib in patients with advanced renal cell carcinoma: results from a placebo-controlled study, Journal of clinical oncology, pubblicato online il 19 Gennaio 2010.
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Fonte: Nelm News

gennaio 21, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, News da Internet | , | Ancora nessun commento.

Medulloblastoma: uno studio identifica le possibile cause

Un recente studio condotto da ricercatori australiani e americani ha identificato le origini del medulloblastoma, uno dei peggiori tumori del cervello, che colpisce spesso in età pediatrica.
La ricerca ha individuato in due tipologie di cellule le possibili cause del medulloblastoma: le cellule staminali cerebrali (NSCs) e i precursori dei neuroni granulosi (GNPs); i ricercatori hanno condotto la studio esaminando un gene chiamato Patched, che è coinvolto nella regolazione di entrambe le cellule: quando il gene è inattivo, il medulloblastoma si sviluppa; purtroppo non c’è modo di sapere in quale cellula ha cominciato a svilupparsi il tumore.

La ricerca è stata pubblicata sul numero corrente di Cancer Cell.

Articolo di riferimento:
Zeng-Jie Yang, Tammy Ellis, Shirley L. Markant, Tracy-Ann Read, Jessica D. Kessler, Melissa Bourboulas, Ulrich Schüller, Robert Machold, Gord Fishell, David H. Rowitch, Brandon J. Wainwright, Robert J. Wechsler-Reya, Acquisition of Granule Neuron Precursor Identity Is a Critical Determinant of Progenitor Cell Competence to Form Shh-Induced Medulloblastoma, Cancer Cell, Volume 14, Issue 2, 12 August 2008, Pages 135-145
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Medicalnews Today

Aggiornamento del 19 gennaio 2010:
Studiosi italiani del dipartimento di Medicina sperimentale dell’Universita’ La Sapienza di Roma, invece, sostengono che la chiave per lo sviluppo del medulloblastoma stia nell’aumento di attivita’ della proteina cellulare Gli1, la cui inattivazione potrebbe essere una buona strategia terapeutica.

Articolo di riferimento:
Gianluca Canettieri, Lucia Di Marcotullio, Azzura Greco, Sonia Coni, Laura Antonucci, Paola Infante, Laura Pietrosanti, Enrico De Smaele, Elisabetta Ferretti, Evelina Miele, Marianna Pelloni, Giuseppina De Simone, Emilia Maria Pedone, Paola Gallinari, Alessandra Giorgi, Christian Steinükhler, Luigi Vitagliano, Carlo Pedone, M. Eugenia Schinin, Isabella Screpanti & Alberto Gulino, Histone deacetylase and Cullin3–RENKCTD11 ubiquitin ligase interplay regulates Hedgehog signalling through Gli acetylation, Nature Cell Biology, published online 17 Jan. 2010.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Sanità News

gennaio 19, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | , | Ancora nessun commento.