La cocaina distrugge letteralmente il cervello
Uno studio condotto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston sostiene che chi assume tale droga, infatti, ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali, atte all’attenzione e alla riflessione. La stessa ricerca ammette però una probabile predisposizione all’abuso di tale sostanza.
Articolo di riferimento:
Nikos Makris, Gregory P. Gasic, David N. Kennedy, Steven M. Hodge, Jonathan R. Kaiser, Myung Joo Lee, Byoung Woo Kim, Anne J. Blood, A. Eden Evins, Larry J. Seidman, Dan V. Iosifescu, Sang Lee, Claudia Baxter, Roy H. Perlis, Jordan W. Smoller, Maurizio Fava, Hans C. Breiter, Cortical Thickness Abnormalities in Cocaine Addiction—A Reflection of Both Drug Use and a Pre-existing Disposition to Drug Abuse?, Neuron, Vol. 60, Issue 1, p. 174-188
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Fonte: ANSA
Un robot che riconosce le emozioni: prototipo dal Politecnico di Milano
Il prototipo sviluppato presso il Laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano, all’interno di un progetto in collaborazione con l’Iit (Istituto italiano di tecnologia), la Fondazione Maugeri di Pavia e l’ateneo milanese, sembra essere in grado di riconoscere l’ansia, lo stress, la noia o il livello di attenzione, interpretando così lo stato emotivo delle persone.
Lo scopo del progetto è, secondo i ricercatori, quello di fornire un ausilio nella riabilitazione robotizzata delle persone colpite da ictus, che hanno spesso problemi motori agli arti e devono quindi sottoporsi a lunghe sessioni di fisioterapia, attraverso l’utilizzo di sensori non invasivi applicati sul corpo, che rilevano e misurano le attività fisiologiche del soggetto sottoposto alla terapia robotizzata, e quindi gli stati d’animo cui certe attività fisiologiche sono correlate (per es. la sudorazione può indicare stress, dovuto alla difficoltà nell’eseguire un esercizio).
Fonte: Adnkronos