Test per predire recupero motorio dopo un ictus
E’ stato pubblicato su Cerebral Cortex e presentato ieri al Congresso nazionale sullo stroke a Torino uno studio su un test che predice il recupero della funzionalità motoria in seguito ad un episodio ischemico cerebrale, messo a punto da un team di neurologi dell’Università Cattolica di Roma.
Il test, non invasivo e non doloroso, misura la capacità del cervello di rispondere a stimoli esterni, valutando le modificazioni di eccitabilita’ della corteccia cerebrale motoria indotte da una stimolazione magnetica ripetitiva ad alta frequenza della stessa area cerebrale. Tali modificazioni di eccitabilita’ rappresentano una misura della plasticita’ del cervello.
Lo studio, condotto su 17 pazienti, ha mostrato che maggiore è l’incremento di eccitabilità, maggiore il miglioramento del recupero motorio a 6 mesi dall’evento ischemico.
Articolo di riferimento:
Vincenzo Di Lazzaro, P. Profice, F. Pilato, F. Capone, F. Ranieri, P. Pasqualetti, C. Colosimo, E. Pravatà, A. Cianfoni, and M. Dileone,
Motor Cortex Plasticity Predicts Recovery in Acute Stroke, Cerebral Cortex, pubblicato online il 5 ottobre 2009
L’ articolo non è disponibile presso l’Università. Se interessati, richiedetelo attraverso il nostro servizio di Document Delivery (solo per utenti dell’Università di Firenze ed enti convenzionati).
Fonte: Cybermed
Lupus anticoagulant e fumo: rischio ictus per le giovani donne
Scienziati olandesi hanno scoperto che le giovani donne che sono positive al lupus anticoagulant (LA), soprattutto se fumano e assumono contraccettivi orali, sono maggiormente esposte al rischio di ictus e infarto.
Secondo gli scienziati, la sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS), cui è associato il LA, è un fattore di rischio acquisito per la trombosi arteriosa.
I ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti da uno studio di controllo sulla popolazione chiamato RATIO (Risk of Arterial Thrombosis in relation to Oral Contraceptives): 1.000 donne di età inferiore ai 50 anni, tra cui soggetti di controllo sani (628) e donne colpite da infarto o ictus (378).
Il gruppo di lavoro ha concluso, confrontando i risultati con quelli del gruppo di controllo, che il rischio di ictus è di 43 volte superiore nei soggetti positivi al lupus anticoagulant e che negli stessi soggetti il rischio di essere colpiti da infarto è di 5 volte superiore. Le donne che presentavano positività al lupus anticoagulant che assumevano contraccettivi orali, come anche le donne fumatrici nella stessa condizione, avevano un rischio di essere colpite da ictus o infarto ancora maggiore, raggiungendo in alcuni casi un rischio fino a 200 volte superiore.
Articolo di riferimento:
Urbanus, Rolf T, et al., Antiphospholipid antibodies and risk of myocardial infarction and ischaemic stroke in young women in the RATIO study: a case-control study, Lancet Neurology, pubblicato online il 25 settembre 2009
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Fonte: Notiziario CORDIS
TIA come evento protettivo contro l’ictus
A sostenerlo è una ricerca della University of Western Ontario di Londra pubblicata su Neurology: secondo lo studio il TIA è un preallarme che fa in modo che l’ictus stesso quando arriva sia meno grave.
I ricercatori hanno coinvolto nello studio 16.400 pazienti andati incontro a un ictus e ricoverati per questo motivo nella struttura londinese nell’arco di quattro anni. Di questi 2032, ovvero il 12,4%, hanno avuto un TIA precedentemente all’ictus. Coloro che non avevano avuto precedenti TIA hanno avuto ictus più gravi e invalidanti, inoltre in tale caso i decessi sono stati superiori (15,2% contro 12,7%) , maggiori gli arresti cardiaci (4,8% contro 3,1%), maggiori anche i ricoveri a lunga degenza per la riabilitazione (43,1% contro 40%).
L’ipotesi è che i TIA preparino i vasi sanguigni cerebrali a sopportare l’evento ischemico successivo e quindi che, di fatto, siano eventi protettivi.
Articolo di riferimento:
Hackam, DG; Kapral, M K; Wang, J T; Fang, J; Hachinski, V, Most Stroke Patients Do Not Get a Warning: A Population-Based Cohort Study, Neurology, Vol. 73(13), 29 Sept. 2009, p. 1074-1076
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)
Fonte: SanitàNews
Ictus nei cardiopatici: presentata una nuova molecola
E’ stata presentata all’ultimo Congresso della Società Europea di Cardiologia in corso a Barcellona; si tratta del dabigatran etexilato, un anticoagulante orale per prevenire l’ictus nei cardiopatici, in particolare nei pazienti affetti da fibrillazione atriale.
Fonte: ANSA
Cannabis con funzione neuroprotettiva contro Sla e ictus
La cannabis grazie a un recettore, puo’ avere un’azione neuroprotettiva: e se stimolato puo’ bloccare i processi degenerativi nell’ictus e nella sclerosi multipla. Lo dice un nuovo studio che ha permesso, per la prima volta, di distinguere gli effetti psicotropi della Cannabis dall’azione neuroprotettiva che essa puo’ svolgere, dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma in collaborazione con l’Universita’ di Teramo, pubblicato sul Journal of Neuroscience, rivista ufficiale della Societa’ Americana di Neuroscienze.
In caso di danno cerebrale i neuroni sono in grado di esprimere un secondo recettore, non presente in condizioni normali: il recettore cannabico di tipo 2, stimolando – secondo quanto sostiene la ricerca – si induce un aumento della sopravvivenza neuronale; proprio questo specifico recettore e’ capace di riconoscere il principio attivo della Cannabis sativa: il tetraidrocannabinolo.
Articolo di riferimento:
Maria Teresa Viscomi, Sergio Oddi, Laura Latini, Nicoletta Pasquariello, Fulvio Florenzano, Giorgio Bernardi, Marco Molinari, and Mauro Maccarrone, Selective CB2 Receptor Agonism Protects Central Neurons from Remote Axotomy-Induced Apoptosis through the PI3K/Akt Pathway, J. Neurosci. 2009 29: 4564-4570
L’ articolo non è disponibile presso l’Università. Se interessati, richiedetelo attraverso il nostro servizio di Document Delivery (solo per utenti dell’Università di Firenze ed enti convenzionati).
Fonte: SanitàNews
Rosuvastatina aiuta a prevenire i rischi cardiaci anche in persone sane
Pillole a base di ‘rosuvastatina‘ – spiega un nuovo studio studio interrotto anticipatamente per l’evidenza dei suoi risultati – possono dimezzare i pericoli di infarto e di ictus in pazienti con livelli di colesterolo normale, ma con un ‘marker’ che indica livelli di infiammazioni piu’ alti della norma nel sangue.
Un banale esame del sangue puo’ rivelare la presenza del ‘hscrp‘ (‘proteina c reattiva ad alta sensibilita’) nei pazienti: quando questo fattore e’ presente in 2 mg o piu’ per litro di sangue il tasso di infiammazione viene considerato ‘alto’ e – in base ad una serie di nuove analisi – un fattore di rischio cardiaco.
Lo studio è stato condotto su 18000 pazienti, in età compresa tra i 50 e i 60 anni, apparentemente in salute, con livelli di colesterolo normale ma un’elevata presenza di ‘proteina c reattiva’ (dai 2 mg in su’ per litro) nel sangue: a 9000 pazienti sono stati somministrati placebo, agli altri 9000 rosuvastatina con vantaggi talmente evidenti che il trial JUPITER (Justification for the Use of Statins in Prevention: an International Trial Evaluating Rosuvastatin) è stato chiuso in anticipo, proprio per l’evidenza dei risultati.
Articolo di riferimento:
Paul M Ridker, Eleanor Danielson, Francisco A.H. Fonseca, Jacques Genest, Antonio M. Gotto Jr, John J.P. Kastelein, Wolfgang Koenig, Peter Libby, Alberto J. Lorenzatti, Jean G. MacFadyen, Borge G. Nordestgaard, James Shepherd, James T. Willerson, Robert J. Glynn for the Jupiter Study Group, Rosuvastatin to prevent vascular events in men and women elevated C-reactive protein, NEJM, Published online November 9
L’articolo sarà disponibile settimana prossima sulla piattaforma Ovid (solo per utenti dell’Università di Firenze)
Fonte: Cybermed
Aggiornamento del 10 Marzo 2009:
Una nuova analisi dei risultati dello studio JUPITER, focalizzata sull’ictus, mostra che la rosuvastatina 20 mg è in grado di dimezzare il rischio di eventi cardio-cerebro vascolari, tra cui l’ictus, riducendone l’incidenza del 48%, con significatività statistica (p = 0,002) rispetto al placebo, negli uomini e nelle donne che, pur avendo livelli di colesterolo normali, hanno tuttavia livelli elevati di hsCRP.
Fonte: SanitàNews
Ictus: un nuovo apparecchio ne valuta il rischio
Si tratta di un nuovo apparecchio per la risonanza magnetica messo a punto nell’Universita’ dell’Illinois a Chicago e da ieri in dotazione alla Fondazione Istituto Neurologico Besta di Milano e all’ Ospedale di Niguarda.
MRI-NOVA, questo il nome della macchina, e’ in grado di fare un’ angiografia quantitativa senza bisogno di introdurre un catetere nelle arterie interessate. Una volta individuate eventuali stenosi e occlusioni, ostruzioni o aneurismi e dopo aver valutato il conseguente danno sul tessuto cerebrale rimasto con una insufficiente irrorazione per le alterazioni del flusso sanguigno, calcola e quantifica le alterazioni emodinamiche indicando se e quando c’e’ un pericolo imminente. Il calcolo è eseguito da un computer che, con un algoritmo, ricrea le sezioni virtuali del vaso sanguigno senza dover cateterizzare il paziente.
Fonte: Sanità News
Più statine per tutti?
La notizia ha occupato le pagine dei giornali, dopo la pubblicazione sul New England Journal of Medicine dei risultati dello studio JUPITER (Justification for the Use of Statins in Primary Prevention: an Intervention Trial Evaluating Rosuvastatin): una nuova statina riduce il rischio di infarto e ictus per tutti. I dati sono indubbiamente positivi, tanto da indurre gli sperimentatori a sospendere prima del termine previsto lo studio, che così è durato meno di due anni invece dei quattro programmati.
Leggi l’articolo.
Fonte: Partecipasalute
Ictus e TIA: nuove linee guida da SIGN
Lo Scottish Intercollegiate Guidelines Network ha pubblicato delle nuove linee guida per la gestione del paziente colpito da ictus o da TIA.
Le linee guida forniscono indicazioni su:
- prima gestione di un paziente con sospetto ictus da parte di medici non specialisti;
- trattamento di pazienti con ictus ischemico, TIA o emorragia intracerebrale primaria;
- riduzione del rischio di recidiva con l’ausilio di interventi chirurgici o medici e cambiamenti dello stile di vita;
- fornire informazioni di supporto ai bisogni dei pazienti e dei familiari.
E’ disponibile anche una versione semplificata delle linee guida per i pazienti.
Scarica le linee guida
Emicrania e ipertensione, anticamera dell’ictus
Questo è quanto emerge analizzando i risultati di Miracles, primo studio multicentrico a indagare la relazione pericolosa tra emicrania e, ipertensione arteriosa e il loro legame con l’ictus, presentati ieri a Milano.
Ed è l’ipertensione il più potente predittore di ictus perchè coinvolta nell’insorgenza di 12,7 milioni di casi nel mondo (pari a circa il 70% del totale), di cui 186 mila l’anno in Italia. Ma anche l’emicrania, che colpisce il 12% della popolazione, è un fattore emergente di rischio di ictus confermato in numerosi studi.
Fonte: Cybermed
Ictus: a Montecatini il Convegno nazionale dall’11 Dicembre
Si aprirà l’11 dicembre prossimo a Montecatini Terme la tre giorni del 17° Convegno Nazionale della Societa’ Italiana Interdisciplinare Neurovascolare.
La prima giornata sara’ dedicata agli attuali percorsi diagnostico-terapeutici dell’ictus. La seconda giornata proporra’ un confronto inter-regionale tra clinici e politici sull’accesso alla trombolisi e sui diversi modelli assistenziali all’ictus adottati in Italia (stroke unit, stroke care); sempre nella seconda giornata sarà possibile partecipare a workshop teorico-pratici (un workshop teorico pratico clinico e neuro-radiologico; un workshop teorico-pratico di diagnostica neurosonolgica in acuto; un workshop per infermieri delle neuroscienze). La terza giornata infine sarà dedicata a fattori di rischio, terapia e innovazioni in tema di profilassi chirurgica e terapia interventistica dell’ictus.
Fonte: InToscana.it
Un robot che riconosce le emozioni: prototipo dal Politecnico di Milano
Il prototipo sviluppato presso il Laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano, all’interno di un progetto in collaborazione con l’Iit (Istituto italiano di tecnologia), la Fondazione Maugeri di Pavia e l’ateneo milanese, sembra essere in grado di riconoscere l’ansia, lo stress, la noia o il livello di attenzione, interpretando così lo stato emotivo delle persone.
Lo scopo del progetto è, secondo i ricercatori, quello di fornire un ausilio nella riabilitazione robotizzata delle persone colpite da ictus, che hanno spesso problemi motori agli arti e devono quindi sottoporsi a lunghe sessioni di fisioterapia, attraverso l’utilizzo di sensori non invasivi applicati sul corpo, che rilevano e misurano le attività fisiologiche del soggetto sottoposto alla terapia robotizzata, e quindi gli stati d’animo cui certe attività fisiologiche sono correlate (per es. la sudorazione può indicare stress, dovuto alla difficoltà nell’eseguire un esercizio).
Fonte: Adnkronos
Nuove speranze contro l’ictus: si allunga il margine di intervento
La ricerca, condotta in Europa su oltre 6500 pazienti, ha dimostrato che la trombolisi intravenosa ottenuta con Alteplase, l’unico farmaco finora approvato che provoca la lisi del trombo, è efficace non solo se applicata entro tre ore, come finora ipotizzato, bensì entro quattro ore e mezzo dal sopraggiungere dell’occlusione vasale che causa l’ictus. Lo studio, dimostrando la prolungata efficacia del farmaco e la conseguente possibilità di un ampliamento della finestra terapeutica, è di grande rilievo.
Articolo di riferimento:
Hacke, Werner; Kaste, Markku; Bluhmki, Erich; Brozman, Miroslav; Davalos, Antoni; Guidetti, Donata; Larrue, Vincent ; Lees, Kennedy R.; Medeghri, Zakaria; Machnig, Thomas; Schneider, Dietmar; von Kummer, Rudiger; Wahlgren, Nils; Toni, Danilo; the ECASS Investigators, Thrombolysis with Alteplase 3 to 4.5 Hours after Acute Ischemic Stroke, New England Journal of Medicine. 359(13):1317-1329, September 25, 2008.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze). Disponibile su piattaforma Ovid
Fonte: Cybermed
Ictus negli infanti e nei bambini: nuove linee guida dell’American Heart Association
L’American Heart Association ha rilasciato delle nuove linee guida sull’ictus negli infanti e nei bambini, basandosi sulla consapevolezza che l’ictus in età precoce non è un fenomeno così raro e che i sintomi tendono ad essere diversi rispetto a quelli degli adulti. Inoltre, anche i fattori di rischio e il trattamento sono diversi.
Il rischio di avere un ictus prima dei 18 anni è di 10.7 per 100.000 bambini per anno; rischio che aumenta nel primo anno d’età.
Articolo di riferimento (pubblicato online Luglio 2008):
E. Steve Roach, Meredith R. Golomb, Robert Adams, Jose Biller, Stephen Daniels, Gabrielle deVeber, Donna Ferriero, Blaise V. Jones, Fenella J. Kirkham, R. Michael Scott, Edward R. Smith, Management of Stroke in Infants and Children, Stroke
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)
Fonte: MedlinePlus Health News
