Bibliomedica In-forma

News e segnalazioni dalla Biblioteca Biomedica dell'Università di Firenze

Dalla Mayo Clinic una scoperta sulla chiave dell’obesità

Ricercatori della Mayo Clinic, insieme a colleghi della University of Iowa, University of Connecticut e della New York University (NYU), hanno scoperto il meccanismo molecolare che regola il consumo energetico dei grassi nei muscoli.
Il meccanismo è controllato  dai canali del potassio Atp-sensibili (canali Katp), disattivando i quali si costringe il corpo a usare l’energia in modo meno efficiente. Lo studio, per ora condotto solo sui topi, è stato pubblicato su Cell Metabolism.

Articolo di riferimento:
Alexey E. Alekseev, Santiago Reyes, Satsuki Yamada, Denice M. Hodgson-Zingman, Srinivasan Sattiraju, Zhiyong Zhu, Ana Sierra, Marina Gerbin, William A. Coetzee, David J. Goldhamer, Andre Terzic, Leonid V. Zingman, Sarcolemmal ATP-Sensitive K+ Channels Control Energy Expenditure Determining Body Weight, Cell Metabolism, Vol. 11, Issue 1, 6 January 2010p. 58-69
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Fonte: Mayo Clinic News

Gennaio 7, 2010 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | | Ancora nessun commento.

Da lunedì in Italia la prima pillola antiobesità “da banco”

Sarà disponibile da lunedì 23 novembre nelle farmacie italiane senza prescrizione medica Alli®, farmaco contenente 60mg di orlistat (metà della dose contenuta nella pillola per la quale è richiesta la ricetta del  medico), che promette, in associazione – come sempre – con un regime dietetico e dell’attività fisica adeguati, di far perdere 1 Kg in più per ogni 2Kg persi con la dieta.
E’ raccomandato esclusivamente agli adulti con indice di massa corporea (Bmi) pari o superiore a 28 kg/m², e agisce impedendo che parte dei grassi assunti con la dieta vengano assorbiti dall’intestino.

Fonte: AdnKronos

Novembre 20, 2009 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , | Ancora nessun commento.

Dall’Università di Firenze un passo avanti contro l’obesità e le malattie metaboliche collegate

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisiopatologia clinica dell’Università di Firenze ha sviluppato un modello di cellule staminali adulte dal tessuto adiposo umano.
Si tratta del primo modello umano per lo studio in vitro dei meccanismi di formazione e mantenimento del tessuto adiposo, in particolare di quello viscerale, le cui alterazioni sono alla base dello sviluppo di patologie metaboliche quali obesità, diabete, insulino-resistenza.

Articolo di riferimento:
Silvana Baglioni, Michela Francalanci, Roberta Squecco, Adriana Lombardi, Giulia Cantini, Roberta Angeli, Stefania Gelmini, Daniele Guasti, Susanna Benvenuti, Francesco Annunziato, Daniele Bani, Francesco Liotta, Fabio Francini, Giuliano Perigli, Mario Serio, and Michaela Luconi, Characterization of human adult stem-cell populations isolated from visceral and subcutaneous adipose tissue, FASEB Journal 2009 23: 3494-3505
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Ottobre 5, 2009 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | , | Ancora nessun commento.

Diabete di tipo 2 si risolve con la chirurgia bariatrica

A sostenerlo è la più vasta meta-analisi condotta fino ad oggi sull’impatto della chirurgia bariatrica sul diabete di tipo 2 (oltre 135.00 pazienti),
I dati sono stati presentati al XIV Congresso Mondiale della Federazione internazionale della Chirurgia dell’Obesita’ e delle Malattie Metaboliche (Ifso) e dimostrano che per la gran parte dei pazienti obesi sottoposti a interventi di chirurgia bariatrica il diabete di tipo 2 si risolve o migliora a seguito dell’operazione.
Per la precisione il il 78,1% dei pazienti ha avuto una risoluzione completa del diabete dopo l’intervento chirurgico e l’86,6% una risoluzione o un miglioramento.

Fonte: Cybermed

Agosto 31, 2009 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , , | Ancora nessun commento.

Cellule staminali del tessuto adiposo bruno nel collo: una speranza per obesità e diabete?

Ricercatori dell’Università politecnica delle Marche, guidati dal Prof. Cinti, hanno scoperto un accumulo di cellule madri del tessuto adiposo bruno alla base del collo, in grado di bruciare i grassi.
Coltivandole, sarebbe poi possibile trapiantarle per curate pazienti con obesità grave  o diabetici.
La scoperta dell’ateneo marchigiano si basa su biopsie da tessuti di 35 individui adulti operati alla tiroide: il tessuto adiposo bruno è stato trovato in un terzo dei pazienti.

Articolo di riferimento:
Maria Cristina Zingaretti, Francesca Crosta, Alessandra Vitali, Mario Guerrieri, Andrea Frontini, Barbara Cannon, Jan Nedergaard, and Saverio Cinti,The presence of UCP1 demonstrates that metabolically active adipose tissue in the neck of adult humans truly represents brown adipose tissue, FASEB Journal, pubblicato online il 5 maggio 2009
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Fonte: SanitàNews

Maggio 12, 2009 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | , , | Ancora nessun commento.

Obesità grave: scoperti nuovi fattori genetici

Sono tre le varianti genetiche individuate che aumenterebbero il rischio per un individuo di diventare obeso, e che potrebbero essere responsabili di quasi la metà di tutti i casi esistenti di obesità grave.
Lo studio, pubblicato su Nature Genetics, includeva l’esame dell’intero genoma di ogni partecipante allo studio per individuare i “marcatori” della variazione genetica che potrebbe essere associata ad un particolare tratto (in questo caso l’obesità). Sono stati messi a confronto due gruppi: 1.380 europei con obesità ad insorgenza precoce (prima dei sei anni d’età) e obesità morbida dell’adulto, e 1416 soggetti normopeso della stessa età.
È anche stato esaminato il genotipo di 14.186 soggetti europei. In questo gruppo 38 marcatori genetici erano fortemente associati ad un indice di massa corporea (misura dell’obesità) al di sopra della media.
Le scoperte indicano tre mutazioni che sono notevolmente legate al rischio di obesità grave: la prima, individuata vicino al gene PTER, è responsabile di circa un terzo di tutte le obesità ad insorgenza precoce e di un quinto dei casi di obesità in età adulta; la seconda, nel gene NPC1, sarebbe responsabile di fino al 10% dell’obesità infantile e del 14% dei casi di obesità morbida dell’adulto; la terza, infine, vicino al gene MAF, si è dimostrata coinvolta in circa il 6% dell’obesità ad insorgenza precoce e nel 16% dei casi di obesità morbida dell’adulto.
La ricerca è stata finanziata in parte dall’UE attraverso il progetto EURO-BLCS.

Articolo di riferimento:
Meyre D., et al. , Genome-wide association study for early-onset and morbid adult obesity identifies three new risk loci in European populations, Nature Genetics (in press). Pubblicato online il 18 gennaio
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Fonte: CORDIS Notiziario

Gennaio 23, 2009 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, Periodici elettronici E-books | , | Ancora nessun commento.

Tesofensine: il più potente farmaco contro l’obesità?

Parrebbe essere l’incredibile quanto fortuita scoperta di alcuni ricercatori danesi che lo stavano sperimentando come trattamento per il morbo d’Alzheimer e di Parkinson. La sua potenza nel ridurre lo stimolo della fame lo renderebbe il sostituto farmaceutico della chirurgia anti-obesità.
Da questa scoperta casuale è partito un trial che ha coinvolto 161 pazienti obesi, il cui peso medio e’ stato di 100 chilogrammi: i pazienti a cui e’ stata somministrata la dose massima del farmaco, in combinazione con una dieta adeguata, hanno perso 12,8 chilogrammi in sei mesi. In pratica, hanno perso ben 10 chili in piu’ dei pazienti a cui e’ stato somministrato del placebo.
“Con mia grande sorpresa – ha spiegato Astrup, docente del dipartimento di nutrizione umana della University of Copenhagen e responsabile del trial- il trial ha rivelato una perdita di peso di gran lunga piu’ grande di quanto avevo previsto. Abbiamo testato il farmaco con una dieta leggera, ma se lo avessimo fatto con una piu’ dura dura potevamo aspettarci una perdita di peso di 20 chilogrammi. Una perdita comparabile a quella della chirurgia gastrica”.

Fonte: Cybermed

Aggiornamento al 2 Dicembre 2008:
Sono stati pubblicati su Lancet lo studio riguardante il trial e un commento che ne analizza i primi risultati.

1. Arne Astrup, Sten Madsbad, Leif Breum, Thomas J Jensen, Jens Peter Kroustrup, Thomas Meinert Larsen, Effect of tesofensine on bodyweight loss, body composition, and quality of life in obese patients: a randomised, double-blind, placebo-controlled trial, The Lancet, Vol. 372, Issue 9653, p. 1906-1913
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2. George A Bray, Is new hope on the horizon for obesity?, The Lancet, Vol. 372, Issue 9653, p.  1859-1860
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Fonte: Lancet

Dicembre 2, 2008 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , , | 2 Commenti

Obesità e funzionalità sessuale: nuovo studio dall’Università di Firenze

Lo studio, condotto presso l’Universita’ di Firenze e presentato ieri nel corso della “Week for Andrology” a Roma, dimostra, con una certa evidenza che l’entita’ della massa grassa si associa, in maniera proporzionale, alla diminuzione dei livelli circolanti del testosterone.
Pertanto, la sua riduzione puo’ ulteriormente compromettere il problema sessuale.

Fonte: Cybermed

Novembre 25, 2008 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , | Ancora nessun commento.

Chirurgia bariatrica: nuovo filmato su Medline Plus

E’ stato pubblicato, nella sezione Webcast of surgical procedures, un nuovo filmato su un intervento di chirurgia bariatrica, eseguito al Vanderbilt University Medical Center di Nashville.

Guarda l’intero filmato

Fonte: Medline plus

Ottobre 22, 2008 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Come si fa?, Open Access, Video e filmati, Web tech Web 2.0 | , | Ancora nessun commento.

Obesità pediatrica: nuove linee guida della Endocrine Society

La Endocrine Society ha appena pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, e tra breve le pubblicherà sul proprio sito, delle nuove linee guida per il trattamento e la prevenzione dell’obesità in età pediatrica.

Articolo di riferimento:
Gilbert P. August, Sonia Caprio, Ilene Fennoy, Michael Freemark, Francine R. Kaufman, Robert H. Lustig, Janet H. Silverstein, Phyllis W. Speiser, Dennis M. Styne, Victor M. Montori,  Prevention and Treatment of Pediatric Obesity: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline Based on Expert Opinion, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, First published online on 9th September 2008
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Fonte: Medscape

Settembre 26, 2008 Pubblicato da bibliotecabiomedica | Consigli di lettura, News da Internet, Periodici elettronici E-books | , , | Ancora nessun commento.

Obesità e diabete: scoperte le cellule staminali del grasso

Un gruppo di ricercatori del Texas Southwestern Medical Center ha localizzato l’origine delle cellule staminali del grasso nelle pareti dei vasi sanguigni che alimentano il tessuto adiposo.
La ricerca, pubblicata su Science e coordinata dal Dott. Jonathan Graf, è stata condotta per cinque anni su topi geneticamente modificati per produrre un eccesso di cellule di adipe colorate di verde tramite un ormone (PPAR-gamma). Controllando il loro sviluppo i ricercatori hanno osservato che le calorie in eccesso non solo fanno aumentare le dimensioni delle cellule grasse gia’ esistenti, ma attivano anche le progenitrici in modo da generarne di nuove.

Articolo non ancora disponibile. Controlla sul sito di Science

Fonte:Cybermed

Settembre 20, 2008 Pubblicato da bibliotecabiomedica | News da Internet | , | Ancora nessun commento.