Meno glucosio per ridurre lo sviluppo del cancro
Una dieta povera di glucosio contribuirebbe ad aumentare la velocita’ con cui le cellule polmonari pre-cancerose muoiono, riducendo la diffusione e la crescita del cancro; questo uno dei dati cui sono è giunto un gruppo di ricercatori della University of Alabama di Birmingham, analizzando gli effetti del glucosio su cellule umane polmonari sane e pre-cancerose in provetta.
In particolare, i ricercatori hanno scoperto che due geni chiave sono colpiti nella risposta cellulare al basso consumo di glucosio diminuito: il primo gene, ‘telomerasi’, codifica un enzima importante che permette alle cellule di dividersi indefinitamente. Il secondo gene, ‘p16′, codifica una nota proteina anti-cancro.
Articolo di riferimento:
Yuanyuan Li, Liang Liu, and Trygve O. Tollefsbol, Glucose restriction can extend normal cell lifespan and impair precancerous cell growth through epigenetic control of hTERT and p16 expression, FASEB Journal published Dec 17, 2009.
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Fonte: Cybermed
TAC e rischio cancro: una stima al rialzo
Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Universita’ della California (San Francisco) e pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine, la relazione tra TAC e insorgenza tumorale è molto più stretta di quanto non si sia pensato fino ad ora.
Sottoporre a questo tipo di esame puo’ infatti provocare l’insorgenza del cancro in piu’ di un paziente su 80. Una stima, questa, di gran lunga superiore a quella considerata fino a prima, secondo cui la Tac era la causa del cancro di un paziente su 1.000.
Articolo di riferimento:
Smith-Bindman, Rebecca; Lipson, Jafi; Marcus, Ralph; Kim, Kwang-Pyo; Mahesh, Mahadevappa; Gould, Robert; Berrington de Gonzalez, Amy; Miglioretti, Diana L., Radiation Dose Associated With Common Computed Tomography Examinations and the Associated Lifetime Attributable Risk of Cancer, Archives of internal medicine, vol. 169(2009), dic. 14, p. 2078-2086.
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Fonte: Cybermed
Nuovo libro gratuito sul Bookshelf della NLM
E’ disponibile gratuitamente sul Bookshelf della National Library of Medicine la seconda edizione di In vivo Optical Imaging of Brain Function / a cura di Ron Frosting, CRC Press
Fonte: Bookshelf NLM
Nuove linee guida francesi sulla gestione del linfoma non-Hodgkin
Sono state pubblicate dalla Haute Autorité de Santé le nuove linee guida sulla gestione e presa in carico di pazienti adulti affetti da un linfoma non-Hodgkin con metastasi ganglionari.
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Da oggi online le “pagine gialle” per l’oncologia
Si chiama Oncoguida, realizzata da AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro), ISS e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con la collaborazione delle Società scientifiche e contiene circa 20.000 indirizzi in tutta Italia divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza.
La guida è consultabile online all’indirizzo http://www.oncoguida.it/
Fonte: Ministero della Salute
Ginecologia oncologica: 6 interventi live da Firenze
Saranno eseguiti in contemporanea a Firenze e saranno visibili in teleconferenza per i 1700 chirurghi ed esperti riuniti al Palazzo dei Congressi per il 18/mo congresso della European Society of Ginaecological Endoscopy in corso proprio a Firenze.
Si tratta di sei interventi di ginecologia oncologica eseguiti con il sistema Da Vinci, una dei più avanzati sistemi robotici per l’esecuzione di operazioni chirurgiche che permette di eseguire microincisioni e rotazioni impossibili per la mano umana.
Fonte: ANSA
Cancro al rene: nuovo filmato da Medline Plus
E’ stato aggiunto oggi all’archivio di Medline Plus un nuovo filmato su un intervento chirurgico per l’asportazione di un cancro al rene con nuove tecnologie robotiche.
L’intervento è stato eseguito al Wake Forest University Baptist Medical Center.
Vedi l’intero filmato
Fonte: Medline Plus
Tumore gastrointestinale stromale e psoriasi: due nuove linee guida da NICE
NICE ha pubblicato in questi due giorni due nuove linee guida su:
1. Uso del sunitinib su pazienti con tumore gastrointestinale stromale (GIST): NICE ne consiglia l’utilizzo per pazienti con tumore non operabile o metastatico per i quali il primo trattamento con imatinib non sia possibile o abbia smesso di funzionare.
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2. Uso dell’ustekinumab per casi di psoriasi a placche severa, nel caso in cui il trattamento standard con ciclosporina non abbia dato alcun beneficio. Se dopo 16 settimane neanche l’ustekinumab ha dato effetto, il trattamento dovrebbe essere sospeso.
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Fonte: NICE
Nuova tecnica per l’analisi e l’asportazione dei tessuti cancerosi
E’ stata messa a punto dai ricercatori del progetto europeo DESI_JEDI-IMAGING (“Development of mass spectrometric techniques for three-dimensional imaging and in-vivo analysis of biological tissues”).
Alla base di questa nuova tecnica, chiamata REIMS (Rapid evaporation ionisation mass spectrometry), c’è l’adozione dell’elettrobisturi sul quale è stata inserita una pompa speciale che aspira le molecole vaporizzate e le invia ad uno spettrometro di massa. Analizzandone il profilo molecolare in tempo reale il chirurgo può capire se il tessuto asportato è canceroso oppure no, visto che il profilo molecolare di un tessuto canceroso è molto diverso da quello di un tessuto sano.
Inoltre il sistema è stato anche in grado di indicare se il cancro fosse allo stadio iniziale o avanzato.
Seppur non ancora sperimentata sull’uomo, i ricercatori sono fiduciosi di poter portare rapidamente nelle sale operatorie questa nuova tecnica.
Articolo di riferimento:
Schäfer, K-C. et al, In vivo, in situ tissue analysis using rapid evaporative ionization mass spectrometry, Angewandte Chemie International Edition, pubblicato online il 10 settembre 2009.
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Fonte: Cordis Notiziario
Due nuove approvazioni per vendita di farmaci dalla FDA
La Food and Drug Administration ha autorizzato la commercializzazione di due nuovi farmaci:
1. Ustekinumab, farmaco biologico per il trattamento della psoriasi da lieve a moderata. Autorizzato dopo tre studi su 2266 pazienti che ne hanno misurato la sicurezza e l’efficacia.
2. Pralatrexate, primo farmaco per il trattamento dei linfomi di derivazione dai linfociti T periferici (PTCL), una delle forme più aggressive di linfomi non-Hodgkin, da utilizzare su pazienti che non abbiano ottenuto benefici da un primo trattamento chemioterapico.
Uno studio, condotto su 109 pazienti, ha dimostrato che il 27% ha avuto una riduzione del tumore, dopo avere assunto il pralatrexate.
I pazienti trattati con questo faramco dovrebbero assumere anche supplementi di vitamina B12 e folato per ridurre l’irritazione delle membrane mucose.
Fonte: FDA
Dall’Italia una possibile terapia per il tumore al pancreas
E’ ad oggi uno dei tumori maggiormente letali, che uccide il 95 per cento dei malati entro cinque anni dalla diagnosi.
Una nuova speranza di cura, che richiederà ancora molti anni di sperimentazioni perchè possa arrivare a concretizzarsi in un farmaco, arriva da un giovane ricercatore italiano dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli, Davide Melisi.
Lo studio, presentato al congresso europeo di oncologia Ecco-Esmo a Berlino, dimostra che inibendo l’azione di un enzima chiamato TAK-1 si rendono le cellule tumorali del pancreas sensibili alla chemioterapia, finora problema principale, proprio perchè le cellule pancreatiche si erano sempre dimostrate impermeabili alle terapie.
Fonte: Cybermed
Uso del pemetrexed nel NSCLC: linee guida finali da NICE
NICE ha pubblicato ieri le linee guide finali per l’utilizzo del pemetrexed nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).
Le linee guida raccommandano il pemetrexed in combinazione con il cisplatino come opzione per il trattamento di prima linea in pazienti con NSCLC che abbia metastatizzato ai tessuti circostanti o in altre parti del corpo e se sia stato confermato trattarsi di un tipo di tumore conosciuto come adenocarcinoma o carcinoma a larghe cellule.
Leggi le linee guida complete
Fonte: NICE
Farmaci Parp-inibitori: efficaci contro più forme tumorali?
Le ricerche condotte dalla Breakthrough Breast Cancer in Gran Bretagna, suggeriscono che questa classe di farmaci puo’ uccidere non solo le cellule cancerose che derivano da mutazioni del gene Brca, ma anche quelle che hanno un difetto nel gene Pten.
L’uso dei Parp-inibitori fa parte di un nuovo approccio di cura al cancro chiamato “letalità sintetica”. Una cellula con un difetto nel Pten ha bisogno di una proteina chiamata Parp per preservare dai danni il suo Dna. I Parp-inibitori bloccano la Parp e, uniti al Pten difettoso, causano la morte delle cellule tumorali. Cosi’ il tumore si restringe o smette di crescere. Proprio grazie a questo meccanismo, il farmaco colpisce solo le cellule malate e non quelle sane, minimizzando gli effetti collaterali.
Articolo di riferimento:
Ana M. Mendes-Pereira, Sarah A. Martin, Rachel Brough, Afshan McCarthy, Jessica R. Taylor, Jung-Sik Kim, Todd Waldman, Christopher J. Lord, Alan Ashworth, Synthetic lethal targeting of PTEN mutant cells with PARP inhibitors, Embo Molecular Medicine, published online 16/09/09
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Fonte: Cybermed
Radioterapia in oncologia: nuovo filmato su Medline
E’ disponibile su Medline un filmato sull’utilizzo della radioterapia nel trattamento del cancro a cura del Comprehensive Cancer Center del Wake Forest University Baptist Medical Center.
Guarda il filmato
Fonte: Medline Plus
Sorafenib, un aiuto contro il cancro al fegato
Ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York hanno scoperto che il sorafenib (Nexavar) può aiutare i pazienti con cancro al fegato in stadio avanzato a vivere il 44% più a lungo dei pazienti che non hanno ricevuto questo farmaco.
I pazienti che hanno ricevuto il sorafenib vivono in media 10.7 mesi in confronto ai 7.9 dei pazienti che hanno ricevuto solo un placebo. Anche il tempo di progressione del cancro si è significativamente allungato: 5.5 mesi contro 2.8.
L’incidenza degli effetti avversi è stata simile tra i due gruppi (52% con il sorafenib e 54% con il placebo); i più comuni effetti collaterali sono diarrea (11% vs 2%), reazioni cutanee su mani e piedi (8% vs 1%), affaticamento (10% vs 15%) e emorragie (6% vs 9%).
Articolo di riferimento:
J. M. Llovet and Others, Sorafenib in Advanced Hepatocellular Carcinoma, New England Journal of Medicine, 2008, vol. 359, n.4, p. 378-390
Fonte: Science Daily
Aggiornamento del 28 Luglio 2009:
Uno studio Fase II randomizzato, in doppio-cieco, controllato verso placebo, che ha valutato il trattamento orale a base di Sorafenib in combinazione con capecitabina in 229 pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER-2 negativo, ha dimostrato che il sorafenib migliora la sopravvivenza libera da progressione della malattia in pazienti colpite da tumore al seno.
Fonte: SanitàNews