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Alcol e problemi alcol correlati: disponibile la relazione ministeriale

Posted by bibliotecabiomedica su marzo 11, 2014

Il Ministero della Salute ha presentato in parlamento la relazione annuale sul consumo e di alcol e i problemi alcol correlati.
In generale, tutti gli indicatori negativi sono in diminuzione: diminuisce il consumo annuo pro capite di alcol puro, così come la mortalità per cirrosi epatica; cala la percentuale di consumatori a rischio e il consumo di bevande alcoliche fuori dai pasti, anche si conferma il trend di uno stile di consumo di alcol simile ai paesi del Nord Europa rispetto allo stile mediterraneo (consumo prevalentemente di vino, durante i pasti).
Migliorano anche tutti gli indicatori relativi al consumo di alcol tra le fasce più giovani della popolazione.

Leggi la relazione

Fonte: Ministero della Salute

3 Risposte to “Alcol e problemi alcol correlati: disponibile la relazione ministeriale”

  1. 8 milioni di consumatori a rischio, almeno 400.000 minori , 4 milioni circa di binge drinkers, 69.000 alcoldipendenti (in aumento) , 18.000 morti dovuti all’alcol mi sembrano elementi un pò distanti dalla sintesi ottimistica riportata nella notizia. Tanto è vero che il Ministro scrive nella sua prefazione : “Le criticità emergenti nel nostro Paese riguardano dunque, soprattutto, specifiche fasce di popolazione, giovani, anziani e donne, cui vanno pertanto rivolti adeguati interventidi prevenzione in grado di adattarsi ai diversi contesti culturali e sociali, tenendo conto delle evidenze emerse dall’attuale ricerca scientifica ed epidemiologica.
    Il consumo alcolico dei giovani deve essere monitorato con particolare attenzione in quanto può comportare non solo conseguenze patologiche molto gravi
    quali l’intossicazione acuta alcolica e l’alcoldipendenza, ma anche problemi sul piano psicologico e sociale, influenzando negativamente lo sviluppo cognitivo ed emotivo,
    peggiorando le performances scolastiche, favorendo aggressività e violenza. Per prevenire tali conseguenze è necessario rafforzare nei giovani la capacità di
    fronteggiare le pressioni sociali al bere operando in contesti significativi quali la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport. Inoltre per i giovani che
    manifestano comportamenti di grave abuso è necessario prevedere efficaci azioni di intercettazione precoce e di counseling per la motivazione al cambiamento, con
    eventuale avvio ad appropriati interventi di sostegno per il mantenimento della sobrietà. Per la protezione dei giovani appare importante anche la collaborazione dei settori della
    distribuzione e vendita di bevande alcoliche, che devono essere opportunamente sensibilizzati sulla particolare responsabilità del proprio ruolo anche ai fini di una
    corretta applicazione del divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, recentemente introdotto con la legge 8.11.2012 n. 189.
    I cambiamenti in atto nel consumo alcolico femminile esigono un maggiore impegno nella implementazione di adeguati interventi di genere, finalizzati ad aiutare le
    donne, soprattutto quelle più giovani, a resistere alle specifiche pressioni al bere loro rivolte e a contrastare le tendenze alla omologazione con i maschi nella assunzione di
    comportamenti a rischio.
    Deve essere maggiormente curata l’informazione delle donne sulla specificità dei loro rischi nel consumo dell’alcol, sia in relazione alla propria salute che a quella del feto.
    In particolare a tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere offerte dai competenti servizi socio-sanitari informazioni e consigli specifici per evitare di bere, secondo
    quanto raccomandato dalla Strategia Comunitaria per la riduzione dei danni alcol correlati e dal recente Piano di Azione Europeo per l’alcol dell’OMS”.
    Forse sarebbe il caso di approfondire la lettura di dati che hanno un impatto e implicazioni importante di salute pubblica cogliendo l’occasione per sensibilizzare al problema più che minimizzare .
    Tanto per dovere di cronaca

    • Per dovere di sintesi ho riportato solo i dati principali che venivano indicati sulla pagina del sito del Ministero, ma per avere un quadro preciso non si può prescindere dalla lettura dell’intera relazione. Sicuramente la sua ampia disanima è altamente condivisibile e ci ricorda la necessità di non abbassare la guardia. Grazie del prezioso e dettagliato commento.

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