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News e segnalazioni dalla Biblioteca Biomedica dell'Università di Firenze

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Posts Tagged ‘Statine’

Statine pre bypass coronarico riducono rischio di fibrillazione atriale

Posted by bibliotecabiomedica su aprile 13, 2015

Una profilassi a base di statine, in particolare l’atorvastatina, nei 14 giorni prima di un intervento di bypass coronarico riduce il rischio di fibrillazione atriale postoperatoria.
A sostenerlo è una metanalisi condotta su 12 trial e pubblicata sull’American journal of cardiology.
I trial clinici inseriti nella metanalisi hanno riguardato un totale di 2980 pazienti, operati per bypass coronarico, che avevano ricevuto una terapia preoperatoria a base di statine o un placebo. La terapia con statine è risultata associata a una riduzione del 58% del rischio di AF postoperatoria.

Articolo di riferimento:
Elgendy IY, Mahmoud A, Huo T, et al. Meta-analysis of Twelve Trials Evaluating the Effects of Statins on Decreasing Atrial Fibrillation After Coronary Artery Bypass Grafting. American Journal of Cardiology, pubblicato online il 12 marzo 2015.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Pharmastar

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Aderenza alla terapia con statine aumenta rischio di diabete, ma confermati benefici cardiovascolari: studio italiano

Posted by bibliotecabiomedica su luglio 25, 2014

Uno studio italiano, appena pubblicato su Diabetes Care, conferma che maggiore è l’aderenza alla terapia a base di statine, maggiore è il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Tuttavia, i benefici nella riduzione degli eventi cardiovascolari continuano a superare il rischio di diabete.
Lo studio è stato condotto su più di 110mila persone in Lombardia, in cura con statine al momento dell’inizio della ricerca, monitorati dal 2003 al 2010, individuando quelli che nel frattempo hanno avuto una diagnosi di diabete o hanno iniziato una cura con un antidiabetico. Durante il follow-up, il 9,6% dell’intera coorte ha sviluppato la malattia.
La ricerca non ha mostrato particolari differenze derivanti dall’utilizzo di statine più o meno potenti.
La conclusione a cui sono arrivati i ricercatori, comunque, è  che “la protezione cardiovascolare offerta da statine sembra prevalere nettamente sulla maggiore incidenza di diabete”.

Articolo di riferimento:
Corrao G, Ibrahim B, Nicotra F, Soranna D, Merlino L, Catapano AL, Tragni E, Casula M, Grassi G, Mancia G. Statins and the Risk of Diabetes: Evidence From a Large Population-Based Cohort Study. Diabetes Care. Pubblicato online il 26 giugno 2014

Fonte: Pharmastar

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Terapia combinata vs monoterapia con statine: un aggiornamento disponibile sul Bookshelf NLM

Posted by bibliotecabiomedica su marzo 12, 2014

Sul Bookshelf della National Library of Medicine americana è disponibile un aggiornamento di una revisione, datata 2009, sui benefici  e le controindicazioni della terapia combinata rispetto alla monoterapia a base di statine.
La revisione è stata condotta da ricercatori del Johns Hopkins University Evidence-based Practice Center per conto dell’Agency for Healthcare Research and Quality

Combination Therapy Versus Intensification of Statin Monotherapy: An Update
Comparative Effectiveness Reviews, No. 132
Investigators: Anne K Monroe, MD, MSPH, Kimberly A Gudzune, MD, MPH, Ritu Sharma, BSc, Yohalakshmi Chelladurai, MBBS, MPH, Padmini D Ranasinghe, MD, MPH, Mohammed T Ansari, MBBS, MMedSc, MPhil, and Karen A Robinson, PhD.
Johns Hopkins University Evidence-based Practice Center
Rockville (MD): Agency for Healthcare Research and Quality (US); February 2014.
Report No.: 14-EHC013-EF

Fonte: Bookshlef NLM

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Studio SATURN: con le statine l’aterosclerosi coronarica regredisce

Posted by bibliotecabiomedica su novembre 17, 2011

Un elevato dosaggio di rosuvastatina e atorvastatina produce una regressione significativa dell’aterosclerosi coronarica, secondo i risultati dello studio SATURN pubblicati su NEJM.

Lo studio si è basato su un campione di pazienti cui, in maniera randomizzata, è stata data per 104 settimane una terapia con 80mg di atorvastatina al giorno o 40 mg di rosuvastatina al giorno. Non sembrano esserci significative differenze ed entrambi i gruppi hanno mostrato una riduzione delle placche aterosclerotiche.

Articolo di riferimento:
Stephen J. Nicholls, Christie M. Ballantyne, Philip J. Barter, M. John Chapman, Raimund M. Erbel, Peter Libby, Joel S. Raichlen, Kiyoko Uno, Marilyn Borgman, Kathy Wolski, and Steven E. Nissen, Effect of Two Intensive Statin Regimens on Progression of Coronary Disease, New England Journal of Medicine, pubblicato online il 15 novembre 2011.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti autorizzati dell’Università di Firenze)

Fonte: Nelm News

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Statine: più alto il rischio di sviluppare il diabete

Posted by bibliotecabiomedica su giugno 24, 2011

Un alto consumo di statine, utilizzate contro il colesterolo, comporterebbe un aumento del rischio di ammalarsi di diabete: a sostenerlo una metaanalisi pubblicata recentemente su JAMA, su un totale di 32752 pazienti.

Articolo di riferimento:
Preiss, David; Seshasai, Sreenivasa Rao; Welsh, Paul; Murphy, Sabina A.; Ho, Jennifer E.; Waters, David D.; DeMicco, David A.; Barter, Philip; Cannon, Christopher P.; Sabatine, Marc S.; Braunwald, Eugene; Kastelein, John J.; de Lemos, James A.; Blazing, Michael A.; Pedersen, Terje R.; Tikkanen, Matti J.; Sattar, Naveed; Ray, Kausik K., Risk of Incident Diabetes With Intensive-Dose Compared With Moderate-Dose Statin Therapy: A Meta-analysis, JAMA, 2011, vol 305, n. 24, p. 2556-2564
Articolo completo disponibile su piattaforma Ovid per gli utenti autorizzati dell’Università di Firenze

Fonte: Cybermed

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Rosuvastatina aiuta a prevenire i rischi cardiaci anche in persone sane

Posted by bibliotecabiomedica su ottobre 26, 2010

Pillole a base di ‘rosuvastatina‘ – spiega un nuovo studio studio interrotto anticipatamente per l’evidenza dei suoi risultati – possono dimezzare i pericoli di infarto e di ictus in pazienti con livelli di colesterolo normale, ma con un ‘marker’ che indica livelli di infiammazioni piu’ alti della norma nel sangue.
Un banale esame del sangue puo’ rivelare la presenza del ‘hscrp‘ (‘proteina c reattiva ad alta sensibilita’) nei pazienti: quando questo fattore e’ presente in 2 mg o piu’ per litro di sangue il tasso di infiammazione viene considerato ‘alto’ e – in base ad una serie di nuove analisi – un fattore di rischio cardiaco.
Lo studio è stato condotto su 18000 pazienti, in età compresa tra i 50 e i 60 anni, apparentemente in salute, con  livelli di colesterolo normale ma un’elevata presenza di ‘proteina c reattiva’ (dai 2 mg in su’ per litro) nel sangue: a 9000 pazienti sono stati somministrati placebo, agli altri 9000 rosuvastatina con vantaggi talmente evidenti che il trial JUPITER (Justification for the Use of Statins in Prevention: an International Trial Evaluating Rosuvastatin) è stato chiuso in anticipo, proprio per l’evidenza dei risultati.

Articolo di riferimento:
Paul M Ridker, Eleanor Danielson, Francisco A.H. Fonseca, Jacques Genest, Antonio M. Gotto Jr, John J.P. Kastelein, Wolfgang Koenig, Peter Libby, Alberto J. Lorenzatti, Jean G. MacFadyen, Borge G. Nordestgaard, James Shepherd, James T. Willerson, Robert J. Glynn for the Jupiter Study Group, Rosuvastatin to prevent vascular events in men and women elevated C-reactive protein, NEJM, Published online November 9
L’articolo sarà disponibile settimana prossima sulla piattaforma Ovid (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Cybermed

Aggiornamento del 10 Marzo 2009:
Una nuova analisi dei risultati dello studio JUPITER, focalizzata sull’ictus, mostra che la rosuvastatina 20 mg è in grado di dimezzare il rischio di eventi cardio-cerebro vascolari, tra cui l’ictus, riducendone l’incidenza del 48%, con significatività statistica (p = 0,002) rispetto al placebo, negli uomini e nelle donne che, pur avendo livelli di colesterolo normali, hanno tuttavia livelli elevati di hsCRP.

Fonte: SanitàNews

Aggiornamento del 29 Aprile 2010:
La rosuvastatina è stata approvata in 19 paesi della Comunità Europea come prevenzione contro eventi cardiovascolari in pazienti ad alto rischio di avere un primo evento cardiovascolare.
Sono definiti pazienti ad alto rischio coloro che hanno uno Score risk maggiore o uguale al 5% o un Framingham Risk maggiore del 20%.

Fonte: NELM news

Aggiornamento del 26 Ottobre 2010
Arriva un’altra analisi post-hoc del trial JUPITER, condotta su pazienti con fattori di rischio più elevati rispetto a quelli dei pazienti arruolati per il primo trial.

Articolo di riferimento:
Wolfgang Koenig, Paul M Ridker, Rosuvastatin for primary prevention in patients with European systematic coronary risk evaluation risk ≥5% or Framingham risk >20%: post hoc analyses of the JUPITER trial requested by European health authorities, European Heart Journal, pubblicato online il 22 Ottobre 2010.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Nelm News

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Statine contro l’artrite reumatoide

Posted by bibliotecabiomedica su settembre 9, 2010

Uno studio condotto su quasi due milioni di pazienti, in Israele, ha mostrato che coloro che assumevano regolarmente statine avevano il 40% in meno di possibilità di sviluppare l’artrite reumatoide.
Gli stessi ricercatori sono però cauti, dato che, nonostante le evidenze estremamente positive, non è ancora chiaro quale sia la relazione biologica tra artrite e statine e come queste agiscano.

Articolo di riferimento:
Gabriel Chodick, Howard Amital, Yoav Shalem, Ehud Kokia, Anthony D. Heymann, Avi Porath, Varda Shalev, Persistence with Statins and Onset of Rheumatoid Arthritis: A Population-Based Cohort Study, Plos Medicine, 7 settembre 2010.
Leggi l’articolo completo (open access)

Fonte: Cybermed

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Calcolo del rischio da uso di statine: disponibile calcolatore online

Posted by bibliotecabiomedica su giugno 4, 2010

E-Health Insider riporta che l’algoritmo web testato in uno dei loro studi per calcolare i rischi associati all’utilizzo di statine è ora disponibile online.
Il calcolatore è pensato prevalentemente per i medici, ma può essere usato anche dai pazienti.

Fonte: Nelm News

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Atorvastatina e angioplastiche: presentati i risultati preliminari di Armyda-Recapture

Posted by bibliotecabiomedica su marzo 31, 2009

Sono stati presentati dal prof. Germano Di Sciascio al Summit i2, nell’ambito dell’annuale sessione scientifica del 58° Collegio Americano di Cardiologia, in corso a Orlando (Florida), i risultati preliminari dello studio ARMYDA-RECAPTURE (Atorvastatin for Reduction of Myocardial Damage During Angioplasty-Acute Coronary Syndromes).
I risultati hanno mostrato che la somministrazione di atorvastatina prima del PCI riduce del 48% il rischio relativo di eventi cardiovascolari avversi, compreso l’infarto, in pazienti in terapia cronica con statina, rispetto al campione trattato con placebo.
Gli studi ARMYDA avevano già evidenziato come un pre-trattamento di breve durata con atorvastatina dia luogo a una riduzione del rischio di infarto in pazienti con angina stabile o con sindromi coronariche acute che non abbiano mai fatto uso di statine. Lo studio ha interessato 352 pazienti di età compresa tra i 57 e i 75 anni (di cui 280 uomini), con angina stabile (54%) o con sindrome coronarica acuta senza elevazione di ST (46%), in terapia cronica con statine (nel 55% dei casi con atorvastatina).

Fonte: SanitàNews

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Statine contro l’asma? Una nuova ricerca USA

Posted by bibliotecabiomedica su marzo 20, 2009

E’ quanto emerge da uno studio presentato a Washington nel corso del meeting annuale dell’Accademia americana di allergie,asma, immunologia: l’uso regolare di medicine anti-colesterolo a base di statine diminuirebbe gli attacchi di asma gravi che rendono necessarie le visite ai Pronto Soccorso.
a vasta ricerca condotta al Brigham hospital di Boston ha esaminato 6.574 pazienti: tutti usavano spray inalanti a base di cortisone e steroidi contro l’asma, ma solo alcuni dei volontari erano anche sotto terapie farmacologiche contro il colesterolo alto. L’incidenza di ospedalizzazioni o corse ai Pronto soccorso per chi usava le medicine a base di statine e’ risultata inferiore del 33% rispetto agli altri pazienti.

Fonte: Cybermed

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Angiostatina per combattere i tumori: nuovo studio

Posted by bibliotecabiomedica su gennaio 16, 2009

L’azione di questa sostanza – stimolatore immunitario naturalmente presente nel nostro corpo – è quella di contrastare lo sviluppo autonomo di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi) che il cancro usa per ricevere sostanze nutritive e aumentare di volume.
angiogenesiI ricercatori, guidati da Adriana Albini, responsabile della ricerca oncologica dell’Istituto Irccs MultiMedica di Sesto san Giovanni, hanno studiato l’interazione dell’angiostatina con le cellule mieloidi, scoprendo che l’angiostatina agisce attraverso un mediatore immunitario, la citochina interleuchina 12, che può bloccare la neoangiogenesi a seguito della stimolazione delle cellule mieloidi da parte dell’angiostatina stessa.

Articolo di riferimento:
Albini A, Brigati C, Ventura A, Lorusso G, Pinter M, Morini M, Mancino A, Sica A, Noonan DM, Angiostatin anti-angiogenesis requires IL-12: The innate immune system as a key target, Journal of Translational Medicine 2009, 7:5 (14 January 2009)
Leggi l’articolo completo

Fonte: Adnkronos

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Più statine per tutti?

Posted by bibliotecabiomedica su gennaio 2, 2009

La notizia ha occupato le pagine dei giornali, dopo la pubblicazione sul New England Journal of Medicine dei risultati dello studio JUPITER (Justification for the Use of Statins in Primary Prevention: an Intervention Trial Evaluating Rosuvastatin): una nuova statina riduce il rischio di infarto e ictus per tutti. I dati sono indubbiamente positivi, tanto da indurre gli sperimentatori a sospendere prima del termine previsto lo studio, che così è durato meno di due anni invece dei quattro programmati.

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Fonte: Partecipasalute

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Statine contro l’invecchiamento delle arterie

Posted by bibliotecabiomedica su settembre 30, 2008

Le statine potrebbero essere la soluzione all’invecchiamento delle arterie e dei vasi sanguigni. A sostenerlo è una ricerca dell’Università di Cambridge, secondo cui le statine sarebbero capaci di aumentare i livelli della proteina NBS-1, coinvolta nella riparazione dei danni al Dna cellulare.

Articolo di riferimento:
Melli Mahmoudi, Isabelle Gorenne, John Mercer, Nicola Figg, Trevor Littlewood, Martin Bennett, Statins Use a Novel Nijmegen Breakage Syndrome-1–Dependent Pathway to Accelerate DNA Repair in Vascular Smooth Muscle Cells, Circulation Research 2008;103, p. 717-725
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di FIrenze)

Fonte: Adnkronos

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Statine: un aiuto contro la demenza

Posted by bibliotecabiomedica su luglio 29, 2008

Uno studio, che sarà pubblicato a breve su Neurology ha dimostrato che le statine hanno ridotto notevolmente il rischio di sviluppare demenza e Alzheimer in un gruppo di soggetti di 60 o  più anni. Mary Haan, professoressa di epidemiologia alla University of Michigan e principale autrice dello studio sostiene che “se si assume statine prima che la demenza si sviluppi, si può avere una riduzione del rischio del 50%.”

L’indagine ha coinvolto 1674 persone senza demenza: il 27% ha assunto statine durante la ricerca. Dopo il periodo di osservazione durato cinque anni, 130 partecipanti hanno sviluppato problemi neurodegenerativi.
Prendendo in considerazione una serie di fattori come il livello di educazione, la storia medica in particolare per quanto riguarda ictus e diabete, la presenza del vizio del fumo e di un particolare gene che predice le chance di demenza, gli scienziati hanno rilevato che, nei pazienti a maggior rischio, le statine riescono effettivamente a dimezzare il rischio di Alzheimer e malattie simili

Ma come le statine influenzino la mente, rimane un mistero; per questo saranno necessarie ancora molte ricerche prima di poterle prescrivere come farmaco preventivo contro la demenza.

Fonte: Newsweek

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