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Posts Tagged ‘Vitamine’

Prevenzione fratture: vitamina D efficace solo in dose massicce

Posted by bibliotecabiomedica su luglio 12, 2012

Un supplemento nell’assunzione di vitamina D è efficace, nella prevenzione delle fratture in pazienti anziani, solo se superiore alle 800 unità intenazionali quotidiani.
A dimostrarlo, uno studio della Tufts University pubblicato sul New England Journal of Medicine: un supplemento quotidiano di vitamina D tra le 800 e le 2000 iu ha portato ad una riduzione del 30% del rischio di frattura dell’anca e del 14% delle altre donne in uomini e donne over 65.

Articolo di riferimento:
Heike A. Bischoff-Ferrari, Walter C. Willett, Endel J. Orav, Paul Lips, Pierre J. Meunier, Ronan A. Lyons, Leon Flicker, John Wark, Rebecca D. Jackson, Jane A. Cauley, Haakon E. Meyer, Michael Pfeifer, Kerrie M. Sanders, Hannes B. Stähelin, Robert Theiler, and Bess Dawson-Hughes, A Pooled Analysis of Vitamin D Dose Requirements for Fracture Prevention, New England Journal of Medicine, 2012; 367:40-49
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Sanità News

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Carenza di vitamina D: linee guida americane

Posted by bibliotecabiomedica su luglio 13, 2011

La US Endocrine Society ha pubblicato delle linee guida sulla valutazione, trattamento e prevenzione della carenza di vitamina D.

Articolo di riferimento:
Michael F. Holick, Neil C. Binkley, Heike A. Bischoff-Ferrari, Catherine M. Gordon, David A. Hanley, Robert P. Heaney,
M. Hassan Murad and Connie M. Weaver, Evaluation, Treatment, and Prevention of Vitamin D Deficiency: an Endocrine Society Clinical Practice GuidelineThe Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism July 1, 2011 vol. 96 no. 7 1911-1930
Leggi l‘articolo completo (solo per utenti autorizzati dell’Università di Firenze)

Fonte: Nelm News

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Supplemento di vitamina B non rallenta il declino cognitivo nei pazienti con Alzheimer

Posted by bibliotecabiomedica su settembre 11, 2010

La ricerca, pubblicata sull’ultimo numero di JAMA, mostra che la riduzione dei livelli di omocisteina non rallenta il declino cognitivo nei pazienti malati di Alzheimer.
L’ipotesi di base era che la somministrazione di vitamina B avrebbe abbassato il livello di omocisteina, solitamente elevato nei pazienti con Alzheimer, e questo, di conseguenza, avrebbe rallentato il declino cognitivo. Purtroppo, all’effettivo abbassamento del livello di omocisteina non pare aver fatto seguito nessun rallentamento nel declino mentale.
Lo studio, un trial clinico randomizzato, è stato condotto su 409 pazienti nell’arco di 18 mesi utilizzando come metro di valutazione la Alzheimer’s Disease Assessment Scale.

Articolo di riferimento:
Aisen, Paul S. MD; Schneider, Lon S. MD, MS; Sano, Mary PhD; Diaz-Arrastia, Ramon MD, PhD; van Dyck, Christopher H. MD; Weiner, Myron F. MD; Bottiglieri, Teodoro PhD; Jin, Shelia MD, MPH; Stokes, Karen T. BA, BS; Thomas, Ronald G. PhD; Thal, Leon J. MD +; Alzheimer Disease Cooperative Study, High-Dose B Vitamin Supplementation and Cognitive Decline in Alzheimer Disease: A Randomized Controlled Trial, JAMA, vol. 300, n.15, p. 1774-1783
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze, disponibile sulla piattaforma Ovid)

Fonte: JAMA

Aggiornamento del 10 Settembre 2010:
Sembrano smentire in parte quanto dimostrato dallo studio sopracitato i risultati dell’ultima ricerca pubblicati su Plos One.
La ricerca, condotta per due anni, è consistita nel somministrare a 168 volontari affetti da indebolimento cognitivo medio (ma senza Alzheimer), una pillola con forti dosi di vitamina B6, B12 e acido folico, e ad altri un placebo.
Le dosi erano rispettivamente circa 300 volte la dose giornaliera raccomandata di vitamina B12, 4 volte quella di acido folico e 15 volte quella di B6.
I risultati hanno mostrato che la riduzione del cervello dei pazienti cui era stata somministrata la pillola è stata dello 0,76% contro l’1,08% di quelli cui era stato somministrato il placebo.

Articolo di riferimento:
A. David Smith, Grzegorz Agacinski, Stephen M. Smith, Celeste A. de Jager, Philippa Whitbread, Carole Johnston, Abderrahim Oulhaj, Kevin M. Bradley, Robin Jacoby, Helga Refsum, Homocysteine-Lowering by B Vitamins Slows the Rate of Accelerated Brain Atrophy in Mild Cognitive Impairment: A Randomized Controlled Trial, Plos one, vol. 5(2010), n. 9, e12244.
Leggi l’articolo completo (open access)

Fonte: Cybermed

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Vitamina D contro diabete e infarto

Posted by bibliotecabiomedica su febbraio 23, 2010

Una revisione, pubblicata su Maturitas e condotta su 28 studi precedenti per un totale di circa centomila pazienti, ha confermato che alti livelli di vitamina D nella popolazione anziana portano ad un abbassamento del rischio di sviluppare alcune patologie: -33% di malattie cardiovascolari, -55% di diabete di tipo 2, -50% di sindrome metabolica.

Articolo di riferimento:
Johanna Parker, Omar Hashmi, David Dutton, Angelique Mavrodaris, Saverio Stranges, Ngianga-Bakwin Kandala, Aileen Clarke, Oscar H. Franco, Levels of vitamin D and cardiometabolic disorders: Systematic review and meta-analysis, Maturitas, Vol. 65, n. 3, March 2010, p. 225-236.
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Cybermed

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Carenza e insufficienza di vitamina D: una revisione da BMJ

Posted by bibliotecabiomedica su gennaio 13, 2010

E’ stata pubblicata sul British Medical Journal una revisione sulla diagnosi e il trattamento della carenza di vitamina D, allo scopo di rispondere alle seguenti domande:
– Quali sono le fonti per la vitamina D?
– Come si può determinare una carenza o insufficienza di vitamina D?
– Chi è a rischio?
– Cosa devono fare i pazienti che ne soffrono?
– Come dovrebbero essere trattati osteomalacia e rachitismo?
– Come dovrebbe essere gestita una moderata insufficienza di vitamina D?

Articolo di riferimento:
Simon HS Pearce, Tim D Cheetham, Diagnosis and management of vitamin D deficiency, BMJ 2010;340:b5664
Leggi l’articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: NElm news

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Vitamine B e malattie cardiache: nessun vantaggio secondo una revisione Cochrane

Posted by bibliotecabiomedica su ottobre 9, 2009

Assumere vitamine del gruppo B (B12, B9, B6) non riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari; a sostenerlo è una recente revisione condotta dal gruppo Cochrane iberoamericano su 8 studi per un totale di 24210 pazienti.
Nessuno studio mostra che i supplementi di vitamina B riducano l’incidenza di attacchi cardiaci, ictus o morte associata alle malattie cardiache, rispetto al placebo o ai trattamenti standard.

Articolo di riferimento:
Martí-Carvajal AJ, Solà I, Lathyris D, Salanti G. Homocysteine lowering interventions for preventing cardiovascular events. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 4. Art. No.: CD006612
Leggi l‘articolo completo (solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: PartecipaSalute

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Più sole contro il diabete e le malattie cardiovascolari negli anziani

Posted by bibliotecabiomedica su maggio 14, 2009

A sostenerlo è uno studio anglo-cinese pubblicato su Diabetes Care e condotto su 3262 cinesi di età compresa tra i 50 e i 70 anni, per studiare il rapporto tra carenza di vitamina D e sindrome metabolica.
La ricerca ha riscontrato che livelli bassi di vitamina D, prodotta dalla pelle attraverso l’esposizione solare, erano associati ad un aumentato rischio di sviluppare la sindrome metabolica e erano anche notevolmente associati ad un’aumentata resistenza all’insulina.

Articolo di riferimento:
Ling Lu, An Pan, Frank B. Hu, Oscar H. Franco, Huaixing Li, Xiaoying Li, Xilin Yang, Yan Chen, Zhijie Yu, and Xu Lin,Plasma 25-hydroxyvitamin D Concentration and Metabolic Syndrome among Middle-aged and Elderly Chinese, Diabetes Care published online on April 14, 2009

L’ articolo non è disponibile presso l’Università. Se interessati, richiedetelo attraverso il nostro servizio di Document Delivery (solo per utenti dell’Università di Firenze ed enti convenzionati).

Leggi le istruzioni

Fonte: CORDIS

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Cancro e vitamine: nessuna riduzione del rischio dalla loro assunzione

Posted by bibliotecabiomedica su dicembre 11, 2008

A confutare uno dei punti fermi della medicina sono due grossi studi americani: l’assunzione di vitamina C ed E non porterebbe alcun aiuto nella riduzione del rischio di ammalarsi di cancro.
I due studi, condotti uno su 35.533 uomini, e un secondo su 15.000 medici, non hanno trovato alcuna prova che i tassi d’incidenza del tumore fossero piu’ bassi in chi assumeva integratori vitaminici rispetto a chi non ne faceva uso.
Nel primo studio, i ricercatori dell’Universita’ del Texas e della Cleveland Clinic Lerner College of Medicine hanno dato a uomini sani piccole dosi di selenio e vitamina E con risultati talmente inequivocabili da indurre gli scienziati a sospendere lo studio, inizialmente dalla durata prevista di sette anni.
Nel secondo studio, i ricercatori del Boston’s Brigham e Women’s Hospital hanno testato l’impatto di regolari integratori di vitamina E e C su 14.641 medici di sesso maschile. Dopo oltre otto anni, anche qui nessun risultato di rilievo.

Articoli di riferimento:

1. Scott M. Lippman, Eric A. Klein, Phyllis J. Goodman, M. Scott Lucia, Ian M. Thompson, Leslie G. Ford, Howard L. Parnes, Lori M. Minasian, J. Michael Gaziano, Jo Ann Hartline, J. Kellogg Parsons, James D. Bearden III, E. David Crawford, Gary E. Goodman, Jaime Claudio, Eric Winquist, Elise D. Cook, Daniel D. Karp, Philip Walther, Michael M. Lieber, Alan R. Kristal, Amy K. Darke, Kathryn B. Arnold, Patricia A. Ganz, Regina M. Santella, Demetrius Albanes, Philip R. Taylor, Jeffrey L. Probstfield, T. J. Jagpal, John J. Crowley, Frank L. Meyskens Jr, Laurence H. Baker, Charles A. Coltman Jr, Effect of Selenium and Vitamin E on Risk of Prostate Cancer and Other Cancers: the Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial (SELECT), JAMA, 2009;301(1), early release.

2. J. Michael Gaziano; Robert J. Glynn; William G. Christen; et al., Vitamins E and C in the Prevention of Prostate and Total Cancer in Men:The Physicians’ Health Study II Randomized Controlled Trial, JAMA, 2009;301(1), early release.

Leggi gli articoli completi: Art. 1 e Art. 2

Fonte: JAMA

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American Academy of Pediatrics: nuove linee guida sul vaccino influenzale e sulla somministrazione di vitamina D

Posted by bibliotecabiomedica su ottobre 15, 2008

L’American Academy of Pediatrics ha pubblicato due linee guida aggiornate:
1. Prevention of Influenza: Recommendations for Influenza Immunization of Children, 2008–2009 (full text solo per utenti dell’Università di Firenze)
2. Guidelines for vitamin D intake in infants, children, and teens to prevent rickets and vitamin D deficiency (full text non ancora pubblicato online, vai al sito di Pediatrics, solo per utenti dell’Università di Firenze)

Fonte: Medscape

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Vitamina C e chemioterapia: brutta combinazione?

Posted by bibliotecabiomedica su ottobre 4, 2008

La vitamina C ridurrebbe l’efficacia dal 30% al 70% di alcuni farmaci anti-tumorali: a dirlo è un gruppo di ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Questo perchè la vitamina C proteggerebbe principalmente i mitocondri delle cellule tumorali.

Articolo di riferimento:
Mark L. Heaney, Jeffrey R. Gardner, Nicos Karasavvas, David W. Golde, David A. Scheinberg, Emily A. Smith, and Owen A. O’Connor, Vitamin C Antagonizes the Cytotoxic Effects of Antineoplastic Drugs, Cancer research, 2008, 68, p. 8031-8038
Articolo non posseduto dall’Università di Firenze. Se vuoi leggerlo, utilizza il nostro servizio di Document Delivery (solo per utenti dell’Università di Firenze ed enti convenzionati). Leggi qui le istruzioni

Fonte: Medicinenet.com

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